Tengo ancora l'agenda di carta che mi ha regalato mio padre per i diciotto, quella con la copertina rigida nera che sa di tabacco e tempo. Ci scrivo sopra tutto: turni, numeri di telefono, la marca di quel vino buono che ho bevuto a Verona, pure le cose da comprare che poi dimentico. Mi piace il rumore della penna sulla carta, รจ l'unica cosa che non mi scappa via.