Alla vernissage di quel collettivo milanese che esponeva «tensioni abitative» fatte di tubi Innocenti e neon intermittenti, io in tailleur blu notte con la borsa della spesa della Coop perché ero passata prima dal supermercato sotto casa — e la curatrice mi ha chiesto se facevo parte dell'installazione «sulla precarietà del ceto medio».