L'odore di trementina e segatura che usciva dalla bottega di mia madre in via del Monte, mescolato a quello del caffè bruciato che mio padre si faceva alle cinque di mattina prima del turno. Ero seduta sui gradini dietro il bancone a fare i compiti, e lui mi ha messo una mano sulla testa senza dire niente, pesante e ruvida, come a dire «vai bene così». Non me lo ricordavo da anni, e ora mi ritrovo con le dita che sanno ancora di polvere di legno.