Quella sera al matrimonio di mia cugina Valentina, seduto tra architetti e commercialisti che parlavano di mutui e vini biodinamici col mio piatto di tortelli vuoto e le mani unte, ho capito che "fuori posto" non è un posto — è la faccia che fai quando ti chiedono "e tu che fai?" e rispondi "traduttore" e loro annuiscono piano come se avessi detto "disoccupato".