L'odore del pane appena sfornato dal forno di via Milano alle sette di mattina: non c'è più quel forno, e neppure la signora Maria che mi allungava la focaccia ancora calda avvolta nella carta unta. Mio padre brontolava che facevo colazione due volte, ma poi mi arruffava i capelli col solito ghigno. Ora passo di lì e c'è solo una vetrina spenta, e mi fermo un attimo a respirare lo stesso.