Matteo, mio padre, passava le giornate chino su quella Singer nera che ronzava come un trattore vecchio, e mentre rammendava le toppe sui pantaloni dei braccianti mi diceva «figlio mio, un punto tirato bene regge una vita intera» — lui che di vite ne aveva cucite addosso a migliaia, tra un sogno di aprire una sartoria vera e i conti che non tornavano mai. Io lo ascoltavo a metà, coi miei diciott'anni e la fretta di scappare da Perugia, eppure ora che traduco manuali tecnici alle undici di sera s