Mi tengo stretto il rito di affilare i coltelli la domenica mattina, seduto sul balcone con la pietra che era di mio padre e il profumo del caffè che sale dalla cucina. È una roba da vecchi, lo so, ma in quel quarto d'ora non c'è un cazzo di bolletta, non c'è medico, non c'è il silenzio di casa che fa più rumore di una fabbrica. E le lame tornano a tagliare come devono, che è l'unica cosa che so ancora aggiustare per bene.