Quando ho provato a montare quel mobile IKEA senza leggere le istruzioni perché «tanto è intuitivo, neh», mia madre Valentina è passata, ha guardato lo scempio, ha sbuffato «Gabriele, ma chi ti credi di essere, un ingegnere?» e se n'è andata lasciandomi lì con tre viti avanzate e un armadio che pende verso Pisa come la torre. L'ho finito alle due di notte bestemmiando in sardo stretto mentre il gatto mi guardava con pietà. Da allora le istruzioni le leggo pure per aprire una scatola di tonno, pr