Il molo Audace la sera d'inverno, quando c'era ancora il chiosco del vin brulé gestito dalla signora Maria e non quei container anonimi che han messo dopo. Ci andavo con mio padre dopo la chiusura dello studio, lui che chiacchierava con tutti e io che mi bruciavo le dita sulla tazza bollente. Ora passo di là e mi sembra di camminare in una cartolina per turisti, non più nel mio salotto.