Il vicino del quarto piano ha rimesso la musica a palla alle undici di sera, dopo che gliel'avevo chiesto due volte con educazione — nel senso, non è che pretendo il silenzio monastico, ma un minimo di rispetto. Ho bussato, gli ho detto che domani mi alzo alle cinque e non per piacere, e lui mi ha risposto che «in casa sua fa quello che vuole». Gli ho chiuso la porta in faccia senza aggiungere altro, ma le mani mi tremavano ancora mezz'ora dopo.