L'odore della carta stampata bagnata di pioggia sul tavolo della cucina di mia nonna, quel mix di inchiostro e umido che sapeva di domenica lenta. Adesso scorro notifiche sul telefono mentre il caffè si raffredda e mi rendo conto che non ricordo più l'ultima volta che ho girato una pagina con le dita. Mi manca quel rumore secco, cazzo, e la sensazione che il mondo stesse fermo abbastanza da poterlo tenere in mano.