L'odore di fritto che saliva dalle finestre del condominio in via Stalingrado alle sette di sera, mia madre che urlava «Davide, su che si mangia!» mentre mio padre tornava dal ristorante con le scarpe ancora appiccicose di unto. Noi tre sul balcone a mangiare la piadina avanzata del mercato, lui che mi faceva le ombre cinesi col pollice e l'indice contro la lampada al neon. Quanto cazzo mi mancano quelle sere lì.