Alla festa di laurea di Marco, l'estate scorsa, ero l'unico con la camicia stirata male e le scarpe che scricchiolavano — tutti a brindare con prosecco buono e io col bicchiere di plastica in mano a ridere troppo forte per non far vedere che non sapevo dove mettermi. Quando una tizia mi ha chiesto «ma tu cosa fai nella vita?» ho detto «cerco di non romperti i coglioni» e me ne sono andato a fumare sul balcone da solo.