Mio padre la metteva sempre sul jukebox del bar quando chiudeva tardi: *Il cielo in una stanza* della Vanoni, quella versione lenta che sembra non finire mai. Stavo seduta sullo sgabello alto con le gambe che non toccavano terra, e lui asciugava i bicchieri senza guardarmi, ma so che lo faceva per me. Ancora oggi, se la sento per caso, mi ritrovo a controllare se ho le mani appiccicose di zucchero โ