Ho ancora l'agenda di carta che mi regalò mio padre per la laurea, quella con la copertina in pelle verde che sa di tabacco e inchiostro — ci scrivo gli appuntamenti, certo, ma anche le frasi che sento sui treni, i nomi dei vini che non devo dimenticare, l'indirizzo di quella libreria a Trieste che non ho ancora trovato. Mio fratello ride e mi dice che esiste Google Calendar, che è il 2026, che dovrei "digitalizzare", ecco, ma lui non sa che piacere sia sfogliare gennaio e ritrovare la mia calli