Mio padre Salvatore, lavapiatti da una vita, mi ha insegnato che si può essere allegri anche quando ti puzza le mani di grasso e detersivo a fine turno — me lo ricordo che tornava a casa cantando quelle canzoni stupide degli anni Ottanta e mi faceva ridere pure quando non c'era un cazzo da mangiare nel frigo. Mia madre Caterina invece, col suo banco al mercato e quella sua ironia silenziosa, mi ha fatto capire che non serve urlare per farsi rispettare: le bastava uno sguardo e i clienti più romp