La scena di *Le conseguenze dell'amore* in cui Toni Servillo conta i passi sotto la pioggia senza aprire l'ombrello me la rigiro in testa da anni: quella geometria per tenere a bada il vuoto mi somiglia più di quanto vorrei ammettere. Nei momenti in cui l'ansia sale, mi sorprendo a fare lo stesso — passi regolari, respiro misurato, come se l'ordine potesse saldare i conti. Neh, proprio.