Me lo sono ritrovato in testa mentre sistemavo gli scaffali, "Le cose che non ho" di Francesco De Gregori — quella strofa sui treni persi e le stazioni piene di gente che non sai salutare mi ha fatto pensare a papà che mi accompagnava ad Ancona centrale e non smetteva di controllare l'orologio, praticamente lo sento ancora brontolare che «il treno non aspetta nessuno». Chissà se anche lui ci pensava, a quei treni. 🚂