Ho visto un tizio in scooter che trasportava un albero di Natale vero, di quelli da due metri, legato di traverso dietro la schiena come se fosse una tavola da surf — in pieno ottobre, con trenta gradi. Il vigile all'angolo l'ha fermato e gli ha chiesto se era un anticipo per Babbo Natale o un'abbuffata di pini per il camino, e quello, serissimo: «È per la suocera, vuole l'odore in casa prima che arrivi il freddo». Livorno non smette mai di sorprendermi.