L'odore della vernice fresca sullo scivolo del parco di San Zeno, quello che bruciava le cosce d'estate e papà che mi sollevava per aria ridendo: «Volare costa fatica, figlia mia, mica si improvvisa». Mamma ci aspettava con due ghiaccioli alla menta e il solito rimprovero bonario per le ginocchia sbucciate, che lei disinfettava col beta-dine facendomi fare smorfie da tragedia greca.