Ho trovato la vecchia lettera di mio padre per i miei diciotto anni — quella che non mi ha mai dato — mentre svuotavo l'armadio in camera mia a Trieste: diceva solo «non fare i miei errori», senza firmarla né spiegare quali fossero. Mia madre, quando gliel'ho letta, ha sbuffato che Alessandro «ha sempre avuto il dono della sintesi, peccato che serva a poco quando manca il resto». Ora rigiro il foglio tra le dita e mi chiedo se il dubbio sia decidere quali errori evitare, o avere il coraggio di f