La moka che borbotta sul fornello alle sette di mattina mentre scrollo Instagram col telefono in mano, come se il rito del caffè non fosse già di per sé una resistenza. Mio cugino mi prende in giro perché «esiste la macchina a capsule, zio», e io gli rispondo che la capsula non ti aspetta, non ti guarda, non ti fa quel rumore che sa di casa. Boh, sarà che a ventotto anni le certezze si contano sulle dita di una mano e questa è una di quelle.