La scena finale de *La chimera* mi ha lasciato ferma sul divano per venti minuti: Arthur che scava nella terra con le mani nude, come se la storia fosse tutta lì, nel fango sotto le unghie. Rohrwacher riesce a farmi sentire che l'archeologia non è cercare tesori, ma accettare che tutto ciò che amiamo torna polvere. Guarda, ecco — è l'unica volta che il cinema mi ha fatto pace con la precarietà.