Sfoglio ancora l'agenda di carta che mi regalò mio padre a Natale, quella con la copertina rigida che sa di cartoleria vecchia maniera. Scrivere a penna gli impegni della settimana mi obbliga a rallentare e a decidere cosa merita davvero spazio, invece di riempire slot digitali all'infinito. Alla fine la chiudo e so esattamente dove sto andando.