Alla vernissage di quel gallerista milanese con le scarpe da seicento euro, stringevo il bicchiere di prosecco scadente e pensavo a quanto sarebbe stato più vero il fango sotto gli stivali in laguna, quella mattina alle cinque. Nessuno mi ha chiesto da dove venivo, solo cosa "facevo nella vita" — come se la risposta valesse un biglietto da visita. Guarda, ecco: mi sono sentita un oggetto fuori catalogo.