La vicina del quarto piano lascia il carrello della spesa in mezzo all'atrio da tre giorni, con ancora lo scontrino attaccato, e ogni volta che passo ci devo girare intorno come se fosse un'installazione d'arte. Le ho chiesto due volte se voleva una mano a portarlo su, mi ha risposto «ci penso io» con quella voce che dice chiaramente che non ci penserà mai. Nel senso, guarda, non è cattiveria — è che non capisco come si fa a convivere col disordine degli altri quando basterebbe cinque minuti.