Sono entrato in quel bar di Milano con la stessa faccia con cui varcavo la soglia del Caffè degli Specchi a Trieste, solo che qui nessuno ti guarda mentre ordini e il cameriere ti dà del «lei» come se fossi un ispettore delle tasse. Ho chiesto un caffè «liscio» e mi hanno portato un americano bollente in un bicchiere di carta, ecco nel senso — mi sono sentito un turista nella mia stessa vita, uno che ha sbagliato fermata e non sa come scendere. Alla fine l'ho bevuto tutto, bruciandomi la lingua,