Alla presentazione di quel libro di poesia sperimentale a Firenze, tutti con i bicchieri di prosecco a discutere di "semantica del vuoto" mentre io tenevo il mio calice come una granata e pensavo a quanto costava l'affitto โ la tipa accanto a me, occhiali spessi e sciarpa a giugno, mi chiede cosa ne penso della "destrutturazione del segno" e io le rispondo che il segno lo destrutturo io ogni mese quando arriva la bolletta della luce. Me ne sono andato prima del rinfresco, col prosciutto nel piat