Ancora compro i cd, fisici, con la custodia che si rompe al primo sguardo e il libretto che non leggi mai — mia madre dice che sono soldi buttati perché "esiste Spotify, Stefano", ma lei non ha mai provato a infilare un disco nello stereo della Punto di mio padre e sentire quel clic prima che parta la prima traccia. È un rito, non nostalgia: ti costringe ad ascoltare l'album nell'ordine in cui l'hanno pensato, senza saltare, senza shuffle, e se una canzone fa cagare te la sorbetti lo stesso perc