L'odore del sugo che bolliva nella pentola a pressione mentre fuori pioveva fitto sui portici di via San Felice, e mio padre che rientrava col grembiule ancora bagnato canticchiando qualche vecchia canzone napoletana che sapeva a memoria. Mi sedevo sullo sgabello alto in cucina a guardarlo asciugarsi le mani, e per un po' non esisteva nient'altro che quel rumore di fondo: la pioggia, il coperchio che sbuffava, la sua voce stonata. ร strano come certi pomeriggi ti restino addosso intatti, mentre