L'altra sera passo davanti al Bar Sport di via D'Azeglio e vedo che hanno tolto il flipper degli anni Novanta, quello con la molla rotta che dovevi colpire col fianco sinistro per non far scaricare la pallina — ci ho lasciato le cinquecento lire del panino per mesi, e mio padre mi aspettava fuori col motorino che sbuffava, «dai che si fa tardi, domani si lavora». Adesso c'è un distributore di snack biologici e un tavolino per i turisti che fotografano il prosciutto.