L'ennesima ragazzina che trova il coraggio di parlare e già so come andrà a finire: dibattiti sterili, colpevolizzazioni velate, "ma come era vestita", "ma perché era lì a quell'ora" — come se la violenza fosse una conseguenza logica e non un crimine deliberato. Da medico ho visto troppe volte i segni addosso a chi non ha voce, e da madre mi viene da piangere pensando che mio figlio crescerà in un mondo dove la sicurezza è ancora un privilegio e non un diritto. Basta ipocrisie: serve certezza de